Osservare l’interlingua

di Stefania Ferrari

Agire didatticamente in modo efficace significa innanzitutto prendersi il tempo per osservare e per capire cosa stanno facendo i nostri allievi lungo il loro percorso di acquisizione linguistica. Una corretta valutazione diagnostica (o formativa) permettono una programmazione efficace e ritagliata sui reali bisogni degli apprendenti.
In questo spazio, presentando alcuni strumenti per la rilevazione del livello di interlingua, parliamo intenzionalmente di osservazione – e non tanto di valutazione–, proprio per sottolineare il fatto che per calibrare efficacemente un intervento didattico è essenziale ”mettersi in ascolto”, senza l’intento di attribuire un voto o un giudizio, ma con la finalità di riuscire a “vedere” le competenze presenti e quelle in via di sviluppo. Dal punto di vista dell’insegnante osservare l’interlingua non significa solamente affinare lo sguardo sulla lingua e sulle tappe del suo sviluppo, ma soprattutto sviluppare quella conoscenza teorica che permette di interpretare gli errori per ciò che sono – ossia spie di un apprendimento in atto – e di conseguenza affrontare con maggiore consapevolezza la pratica didattica.
Ecco a disposizione dei docenti alcuni strumenti per raccogliere campioni di interlingua, per analizzarli e per registrare il livello di ciascun apprendente, in un momento preciso del suo percorso, oltre che nel tempo. I materiali qui illustrati sono in parte nati per condurre ricerche di tipo acquisizionale, ma vengono presentati in una nuova veste, adatta alla pratica scolastica.

 



Strumenti per osservare
Osservare le strutture diagnostiche dell’interlingua (dai 10 anni in su)

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