Studiare in italiano

di Lucia Di Lucca

Spesso da madrelingua competenti e cultori della materia non riusciamo ad essere consapevoli delle difficoltà che un apprendente non italofono incontra nell’affrontare un testo di studio.
Tali difficoltà possono essere di vario ordine: linguistiche, cognitive e metacognitive, culturali.

Se consideriamo i descrittori dei livelli di competenza linguistica elaborati nel Quadro Comune di Riferimento Europeo per le Lingue (2002), si porta l’attenzione al fatto che abilità e competenze linguistiche per lo studio compaiono ai livelli B1 e B2. Il livello B1 è, metaforicamente, lo spartiacque tra BICS e CALP, cioè dalla lingua per gli scambi comunicativi di base alla lingua per lo studio.
Nel confronto tra le difficoltà di studiare in italiano e il percorso di apprendimento linguistico, risulta chiaro che i testi dei manuali scolastici (come pure, potremmo aggiungere, la spiegazione in classe) hanno diversi gradi di accessibilità per apprendenti non perfettamente italofoni.
Di seguito proponiamo una possibile modalità di lavoro che parte dalla necessaria valutazione delle difficoltà presenti nei manuali di studio fino alla messa a punto di un percorso di avvicinamento al testo, in un’ottica di integrazione di lingua e contenuti e di autonomia dell’apprendente.

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