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Bentrovato glottonauta!
Anch’io come te sono prontissima per seguire la GlottoGiò alla scoperta di I.d.e.a.
Tutti pronti al lancio del Satellite i.d.e.a- didattica ludica per adulti e in ascolto!

Bene, caro insegnante,
se hai seguito le istruzioni del giorno 21, oggi possiamo iniziare a giocare! Non importa se sei riuscito a stampare tutto, ciò che ora è essenziale è che tu abbia a disposizione:
– un dado
– qualche pedina (sassolino, una moneta…)
– una delle tovagliette degli “ambiti” (per es:. Storia Personale)
– le carte-lessicali relative all’ambito scelto
– il mazzo delle carte-icone
– il mazzo delle carte-elementi linguistici
– il mazzo delle carte-interazione strategica
E naturalmente …dei giocatori!
Sulla base del tuo gruppo-classe puoi decidere se far giocare individualmente gli studenti o creare dei gruppi competitivi. Io ti consiglio la seconda modalità, ma in situazioni particolari va bene anche la prima.
Tutti si muovono sullo stesso tabellone e, per praticità, è consigliabile che sia l’insegnante a muovere le pedine e a gestire le regole e i tempi del gioco.
Attenzione! Definire una scadenza temporale per elaborare la frase/narrazione fa la differenza e spinge l’acceleratore della motivazione. Due minuti sono un tempo sufficiente, dopo naturalmente aver letto e compreso tutte le parole.
Per oggi ti consiglio di fare solo un giro esplorativo, libretto delle istruzioni alla mano, e capire che cosa succede quando si capita nelle diverse caselle. Nel libretto c’è una modalità di gioco suggerita, ma io ti assicuro di averne già sperimentate molte altre a seconda della situazione che avevo di fronte.
Prima di lasciati volevo però dirti due cose sulla scelta dei “domini”. Come hai visto ce ne sono 6, ognuno rappresentato da un piano di gioco con disegnata una lampadina (il nostro giro dell’oca!) di colore diverso e con 30 caselle.
La scelta dei percorsi prende piede da una serie di domande che ci siamo posti durante i tanti corsi di italiano L2 ad adulti: ma come si diventa cittadini? E come si può rappresentarne il processo ? In quali contesti e in che misura le persone si sentono escluse da una partecipazione totale? Come può la lingua fare da cornice a questo processo fatto di relazioni con nativi e non?
Le risposte sono state rivisitate partendo dalla “Piramide dei bisogni di Maslow”, una teoria temporalmente lontana ma di valore. Nella “Piramide” motivazioni e bisogni sono correlati e Maslow spiega che è la soddisfazione dei bisogni di un livello si apre ai bisogni del livello successivo. Utilizzare la teoria di Maslow come fondamento per uno strumento didattico ci è sembrata utile per suddividere il processo di cittadinanza ed esplorare la complessità e la ricchezza di ciascun livello, con una partecipazione attiva in classe e in reti di socializzazione multiple.
Uno sguardo alla piramide di Maslow…
BASE. Storia personale (i bisogni fisiologici di Maslow): per rispettare la centralità dell’apprendente e il cammino compiuto finora qui: chi sono, la mia provenienza, le persone che ho incontrato.
2. Lavoro (bisogni di sicurezza): in quanto è il lavoro che permette di rimanere nel territorio italiano.
3. Salute (bisogni sociali e di appartenenza): nel concetto di benessere, di cura del sé, e cura delle relazioni.
4. Socializzazione (Stima si sé): uscire fuori e avvicinarsi agli italiani, conoscere i loro rituali, entrare « a casa loro ».
5. Scuola (Realizzazione di sé) : una nuova occasione per affinare competenze e conoscenze, o per seguire i figli a scuola..
PUNTA Nazionalità: abbiamo aggiunto un un livello finale, un punto di arrivo non obbligatorio ma motivo a cui aspirare per la maggior parte dei migranti

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