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Grande tazza di caffè zuccherato, stick coprente per le occhiaie della gradazione più attinente al mio pallore, spilla sgargiante su cappotto blu, abitacolo della macchina pre riscaldato, Circo Massimo alla radio, un messaggio vocale da chi mi vuole bene e un saluto sorridente di grandi occhi verdi….
La piramide di Maslow mi ha ricordato di quanti bisogni devo soddisfare ogni mattina per iniziare la giornata, anche per te è così complicato??
Caro insegnante, spero che anche tu abbia soddisfatto i tuoi bisogni mattutini per trovare la concentrazione necessaria per godere della seconda tappa del satellite i.d.e.a. condotto dalla GlottoGiò…a te la parola!

I giochi sono aperti sul tavolo?! Hai familiarizzato un po’ con le azioni richieste dal tabellone?
Nel post di oggi vorrei approfondire la funzione e le potenzialità delle carte lessicali.
Ci sono 19 possibilità in ogni piano di gioco di capitare nella casella con scritto carte. Il numero di carte per ogni ambito è 40, così suddivise:
– 10 con lessico generale dell’ambito a cui si riferiscono
– 10 con lessico di luoghi relativi all’ambito
– 10 con lessico specifico
– 10 con la descrizione di azioni.
Queste scelte lessicali di base teorica e preparatoria sono mescolate e rimescolate in un singolo mazzo di carte, pronto ad essere usato alla prima occasione….
Eccola! 1,2,3,4,5…carta!
La regola suggerisce di pescare 4 carte dal mazzo. Si leggono, si condividono i significati e poi si ricompongono in un ordine scelto, anche visivamente, davanti a sé. Le carte servono da stimolo per una narrazione creativa personale o di gruppo che sta all’interno dell’ambito su cui si gioca in quel momento.
Oltre ad allenare la lettura e l’ampliamento lessicale, questa modalità di assemblaggio aiuta lo sviluppo della competenza linguistica, cioè porta l’attenzione su: ordine delle parole nella frase, uso di funzioni grammaticali necessari a tenere insieme le parole, morfologia nominale e verbale. Si può narrare sia in forma orale che in forma scritta, questo dipende dal contesto di utilizzo del gioco. Sicuramente l’uso orale della lingua assume un carattere più “democratico” in quanto inclusivo per gli apprendenti in corso di alfabetizzazione.
Per complicare un po’ il compito, s’invita a pescare un’unica carta anche dal mazzo degli elementi linguistici. Si tratta di avverbi, preposizioni, congiunzioni…o meglio parole “vuote” ma essenziali per l’efficacia delle produzioni linguistiche; ma soprattutto parole che non sempre hanno una posizione fissa nella frase e il cui inserimento genera trasformazioni di significato e spinge ad uscire dalla “zona di sicurezza” garantita dalle formule fisse. E’ una spinta alla scoperta dell’uso creativo della lingua: si va oltre la sperimentazione e verso una ri-creazione!

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